martedì, 28 febbraio 2006 _ 23:13



 

Uhm. Facendomi un po' i cazzi di chi mi spia...ho appena scoperto che proprio ora in linea sul mio blogghetto inutile c'è qualcheduno che legge dal Ministero degli Interni!!!! Che Pisanu pensi che la sottoscritta è una sovversiva? Una terrorista? E piuttosto...che diamine ci fa la gente a quest'ora tarda della sera al Ministero degli Interni??? Per carità, tornate a casa dalle vostre famiglie e dai vostri bambini, come direbbe ogni buon Papa, ma anche solo prete, che si rispetti. E comunque, benvenuto, chiunque tu sia, utente ministeriale!



 

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martedì, 28 febbraio 2006 _ 22:49



 

Grazie alla mia adorata SISTA ho scoperto questo gruppo, i Cooper Temple Clause, che son molto bravi e che io nn sono andata a vedere in concerto causa devastazione fisica e mentale da master. Essere sovrascritta è una discreta fatica. Direi che in questi ultimi bui giorni sono la mia unica fonte di buonumore. Così, se vi capiterà di vedere sulla metro b una che si dimena educatamente sussurrando (forse a volte beh, canticchiando a voce media) questa canzone...salutatemi: sono io.

It's got me going inside I think it's happening again
I think there's gonna be some action
Coz it's got me going inside
Got me where you want me
Sit down and talk to me
Well I just hope you're happy
With your snake skin dead bodies evening all
Well just go go back to your bright lights
You made promises you couldn't keep
Sicking up rag doll more than you know
Just keep your mouth shut you got no mind to blow
You celebrate things you celebrate things forget 'bout me and
just desecrate everything
Oh you messed it up good yeah this kid's just a joke
Baby can't shoot straight
But you gotta shoot straight
Coz there's so many friends to make
Gotta take blows it's the way that you grow
Baby can't shoot straight
Cos there's so many friends to make
Gotta take blows it's the way that you grow
Don't need to be seen
Just gotta get yourself known
[The Cooper Temple Clause_ Promises, Promises. Eventuali errori sono da attribuire al mio inglese non ancora perfetto]



 

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martedì, 28 febbraio 2006 _ 13:38



 

Festeggiamo perchè questo mese di merda oggi si conclude.



 

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domenica, 26 febbraio 2006 _ 20:34



 

E di fine odora già l'abitudine
Ora la fine è già un'abitudine

[M.K.]

Ho i brividi, forse la febbre. I fuochi d'artificio non mi sono mai piaciuti. Sono una fine allegra, il che è palesemente un ossimoro. I saluti, poi, li odio. E ultimamente sono diventati un'abitudine. Una brutta abitudine. Devo prenderne atto, per quanto non li gradisca. Già. I saluti. Gli " a presto" ma anche i taciti addii. Ma a volte le parole non servono. Altre cose parlano di più. E la fine non è mai allegra.



 

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sabato, 25 febbraio 2006 _ 21:01



 

[Listening to: Calla_Slum Creeper]

Beh, in realtà avrei potuto andarci stasera...ma...uhm...niente soldi, niente voglia di guidare, nessuna voglia di piangere. E ai Calla non avrei potuto non piangere. Mica sono cuore di pietra. La prossima volta, si spera con meno ferite.

I feel I've said all that I could say
See it your way
I'm tired
If You could see what You mean to me
In my eyes
You're blind as to what You do
So go your way out of my way
Bye

Dimenticavo di farvi partecipi di un'iniziativa molto carina. Se vi va andate QUI e leggete, ci vogliono due minuti. Finalmente qualcuno che non pensa esclusivamente al proprio tornaconto.



 

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sabato, 25 febbraio 2006 _ 11:03



 

Foto di Kimiko Yoshida



 

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giovedì, 23 febbraio 2006 _ 21:40



 

*I've waited for a thousand years for u to come...*

this is mine,
mine,
mine!

Et voilà. Anche questa è fatta. Sono di nuovo piuttosto povera, ma chissenefrega.



 

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giovedì, 23 febbraio 2006 _ 09:18



 

Certe cose non le comprendo. Per esempio, leggere il giornale sulla metro strapiena. STRAPIENA. E con la faccia più da cazzo che abbia visto fin'ora in vita mia permettersi pure di dire "Uh, ma le da fastidio il giornale?" "No, ma si figuri, ce l'ho proprio dentro l'occhio. Leggo meglio così".

Se in Italia ci fossero meno italiani sarebbe molto meglio. Incivili.



 

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mercoledì, 22 febbraio 2006 _ 22:11



 

My eyes are closed
A part of me gets pissed, a part of me gets sore
A part of me gets sick, A part of me gets sore
A part of me gets sick, A part of me gets -- Inside, I burn
A part of me gets sore, A part of me gets sick
A part of me gets sore, Sore f**kin Sick
I wave goodbye to you
[Deftones- Lifter]

E' che mi entra dentro.  Qualunque cosa. Osservo, rifletto, corro, rido, mi arrabbio poco, faccio la fiancata alla macchina, conosco nuove persone, sono felice, perché lo sono. E molto. E' uno dei momenti migliori della mia vita. Sono tranquilla. Ma pienissima. E non metabolizzo. Troppo in più, troppo in meno. Tutto insieme. Non guardare più indietro. Non sentire il bisogno di dispiacermi. Non sentire più l'esigenza di tornare, di riprovarci. Percepire il dolore del vuoto, ma avere la certezza che lo riempirò di nuovo, con rapporti più sani. Ho mal di testa, fottuta pioggia.


Foto di
Shomei Tomatsu



 

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mercoledì, 22 febbraio 2006 _ 16:14



 

Inquietudine
Scalpito
Nescio.



 

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martedì, 21 febbraio 2006 _ 13:26



 

*Accida*

A volte tu dai una mano al fato e lui ne da una a te. Tempo da lupi, tempo da starsene sotto le coperte a far sesso col tuo uomo e basta. Per togliermi ogni scrupolo di coscienza mi sono lavata, profumata, truccata e sono andata in fermata, ci sono rimasta per quarantacinque-minuti-venghino-siori-venghino...ma l'autobus non ha voluto proprio saperne di passare e sarebbe andato contro la mia etica morale di non inquinatrice prendere la macchina per andare fino in centro. Ordunque, non mi rimane che pranzare e mettermi nel letto con Bernardo Soares...ma solo per poco, che altrimenti Yonder mi rimprovera di nuovo perché Pessoa si deve centellinare, non divorare.


Foto di Razorbern



 

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lunedì, 20 febbraio 2006 _ 20:57



 

I  Arab Strap

Non capita spesso di poter dire con certezza "Scusa, non credo proprio tu sia l'uomo della mia vita nè presente tantomeno futura", chiudere gli occhi ed essere penetrata dalle note di "Who named the days". Avere i brividi per novanta minuti pieni pieni, commuoversi un po' e dimenticare di essere al CdA in mezzo a gente che era andata lì a prendersi il solito economico aperitivo romano per miseri 15 euri. E poi finire la serata sotto una pioggerellina londinese discutendo in inglese col chitarrista che ti spiega che l'intro di "Cherubs" non è fatto col synth, ma l'ha suonato lui con le sue mani e vedere il suo viso di marmo che si scioglie in un sorriso morbido. E' poco, lo so. Ma è stato intenso. (E lui è il mio eroe, no doubt.)

They think they're in   

Adorabili. Due giovincelli, max 18enni che dopo la mia estenuante avanzata modello Risiko tra gli aperitivisti mi sono ritrovata davanti. I tipici "sfigatelli". Quegli sguardi, di quando lo/a vuoi baciare ma non sai se è proprio il "momento giusto". E quei baci teneri, che mi hanno ostruito la visuale per molte volte. Adorabili. Sono stata presa dall'impulso irrefrenabile di scattare a loro il mio servizio fotografico, per ricordarmi che l'illusione di essere innamorati esiste ed è bellissima e di non buttarla sempre sul sesso. Ma poi mi son messa una mano sulla coscienza, ho pensato che avrei rovinato la loro serata facendo esplodere il panico da bacio che tentavano di dominare, e quindi ho desistito. Adorabili.

Most of them are in   with alcohol

Ieri quando sono entrata lì m'è sembrato d'entrare in un'osteria. Pazzesco. Un odore etilico nauseabondo, essì che lo dice una bevitrice! Essì, most of all, che la birra che io NON ho comprato costava 5 EURI. Ma la filippica sul costo delle bibite nei locali la rimando a data da destinarsi. Tanto finchè è inverno la lattina si nasconde agevolmente in tasca...pagandola 80 cent dal supermercato. Organizzatevi, giovani...organizzatevi!



 

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domenica, 19 febbraio 2006 _ 21:31



 



 

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domenica, 19 febbraio 2006 _ 12:22



 

*FUCKING LITTLE BASTARDS*


I don’t like the words that the birds are singing. I hate their ugly voices and the messages they’re bringing. But if everyone can start again and everyone can win then I’ll re-arrange the place that I'm in. And I can’t stick the way that they flap and flutter. They whisper I’m a cunt and they cackle and they mutter. But i’m sure I heard them reassure me everything ends as I walked away from all my fake friends. They’ve scrutinised the mistakes I’ve been making. They know who I’ve fucked, they know what I’ve taken. They’ve seen me in the shower with shit down my legs. They’ve seen me searching a stranger’s house for dregs. I used to think they loved me, but now I know it’s pity and they know that they can always flee this fucking city. They even said they’d help me out and give me a head start and they know that these days my cock’s as numb as my heart. New blood flows. Old faces go. I like the new ones better. I think I like these girls. Feels like I’ve travelled miles. Now I want to party all the time. Now I want to party all the time again.

Penso che se stasera faranno questo pezzo avrò un leggero mancamento. Mi sto abituando all'idea che potrebbero farla ascoltandola a loop da un'oretta, ma immagino non sarà sufficiente.
Foto mia, la modella è Lyla, chissà che fine ha fatto, era mia amica la scorsa primavera, stava sempre nel mio giardino...il nome gli era stato arbitrariamente dato da me e da un'altra persona. E' arrivata con lui e con lui se n'è andata, riprova ne è il fatto che poi non è mai tornata da me. MAI. Era una gatta pensierosa, mi piaceva. Pensierosa e affettuosa.



 

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sabato, 18 febbraio 2006 _ 16:42



 

Going Inside

You don't throw your life away
Going inside
You get to know who's watching you
And who besides you resides
In your body
Where you're slow
Where you go doesn't matter
Cuz there will come a time
When time goes out the window
And you'll learn to drive out of focus
I'm you and if anything unfolds
it's supposed to
You don't throw your time away
sitting still
I'm in a chain of memories
It's my will
And I had to consult some figures of my past
And I know someone after me
Will go right back
I'm not telling a view
I've got this night to unglue
I moved this fight away
By doing things there's no reason to do

John Frusciante



 

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sabato, 18 febbraio 2006 _ 13:57



 

*She was there on her own*

Listening to: Isis_ In Fiction

<<A volte per tirare un colpo vincente bisogna arretrare,
ma se arretri troppo non combatti più.>>

Periodo di adattamento alle decisioni altrui, questo. Ho combattuto finchè ho potuto. Ora, basta. Basta LieutenanT, basta te. Basta tutto. Non perché io sia arrabbiata, ma perché mi sono stufata. Se mi combattete da lontano non posso rispondervi, perché combattete da soli. Quindi vi lascio il ring. E vado a fare qualcosa di costruttivo, che mi dia qualcosa in più del silenzio e della comunicazione controllata. Faccio come la protagonista del libro che ho ricevuto in regalo ieri: svuoto la mia stanza. Rimarranno solo le pareti, le porte e le finestre, insomma solo chi ritengo indispensabile. Ancora non ho deciso cosa fare dopo aver buttato tutto fuori, ma di sicuro non tornerò indietro se non per un motivo più che valido.

Foto, titolo del post e della foto di jadziajadzia



 

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venerdì, 17 febbraio 2006 _ 23:01



 

Everything counts in large amounts.



 

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giovedì, 16 febbraio 2006 _ 20:29



 

Listening to: Team Sleep_ Ever/Foreign Flag

E' un po' che il mio lettore cd s'è emancipato e ha la funzione shuffle sempre inserita. Sicchè oggi mi ha proposto un mix di "Dismantle me" che m'ha fatto sorridere...perchè come mai non m'era mai venuto in mente questo titolo in un momento del genere non lo so proprio e una canzone che, per riprendere un argomento affrontato ultimamente da Madame, ho sentito a un concerto lo scorso anno. Anzi, per la precisione, nel Novembre 2004. La canzone in questione è dei beastie boys, una delle preferite mie e del LieutenanT. Era da una vita che non l'ascoltavo più, alle prime note, oggi pomeriggio sul treno, ho avuto un emotional turmoil. E ho ricordato. Migliaia di persone che si dimenano, io mi giro, vedo lui e rimaniamo così. Come fosse un film, per quei sei minuti s'è attivato il frame...sapete, sul videoregistratore? Così. Identico.

Me l'ha scritto oggi il caro Ema in un sms: "...una volta le odissee le facevano più facili". Sottoscrivo.



 

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mercoledì, 15 febbraio 2006 _ 20:01



 

Così stanca da non riuscire a pensare a nulla. Ma alla fine penso a tutto e vedo meglio.
VEDO.



 

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martedì, 14 febbraio 2006 _ 13:21



 

Il primo San Valentino in vita mia nel quale ho ricevuto

1) Una mail d'ammmmore. Ieri, da una mia amica. Meglio di nulla...è amore anche quello, a suo modo.

2) Un cioccolatino. Da un tizio del quale non ricordo neppure il nome. Era buono.

E' che sono le mie prime feste comandate su blog, quindi mi trovo proprio in difficoltà, non so come comportarmi. Ah, GAUDIO: ho trovato un sodale per la pausa pranzo al Pantheon. Io non capisco proprio perchè sti gggiovani miei compagni di corso non apprezzino la bellezza di quella piazza. Mah.



 

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domenica, 12 febbraio 2006 _ 13:33



 

*I go this way, you go that way*

Listening to: Klimt 1918_ they were wed by the sea

A volte anch'io mi arrendo.
Take care, honey
.

Foto, titolo del post e della foto di vvt.



 

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sabato, 11 febbraio 2006 _ 14:59



 

Giochino copiato dal blog della cara Cacciatrice, è carino e senza senso, come tutti i giochi!

Istruzioni:

1_afferra il libro piu vicino a te (quindi non significa che devi sceglierlo, prendi il primo a portata di mano, possibilmente senza alzare le chiappe dalla sedia)
2_aprilo a pagina 23 (non so se ha un senso nascosto...ma qui il 23 ha un senso tutto suo!)
3_copia la 5° riga nel post insieme alle istruzioni (non sembra una cosa difficile)

Kenzaburô Ôe, Il grido silenzioso

<<Mi colpì in modo particolare quando disse "Vuoi che ti dica la verità?"; ma penso che la sostanza di quanto ascoltai fosse ben diversa dalla realtà. E quale era poi questa realtà?>>

Ho copiato ovviamente più della sola quinta riga...



 

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sabato, 11 febbraio 2006 _ 11:11



 

*Spirit Chaser*

There was no reason to complain
it’s all been candy cream
neatly, smooth and clean forever

The battle seemed so far away
she never felt the pain
but then one day it came a little

Yet things happend just that way
realize your fate
shut it down, increase the pressure

There was no reason to complain
it’s all been candy cream
neatly, smooth and clean forever


Foto e titolo di Tommy , testo dei Lali Puna. Oggi sono felice. E non m'importa di ieri.
Distanza sia. Nel frattempo mi ritrovo tra le mani una cosa piccola da proteggere.
Non so perchè ma tendo a preferire chi mi dice poco.
Mi fido maggiormente di poche cose dette sinceramente che di tante dette così per dire, a volte.
Boh. :)



 

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venerdì, 10 febbraio 2006 _ 21:22



 

Per ogni problema complesso, c'è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata.

George Bernard Shaw



 

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venerdì, 10 febbraio 2006 _ 20:48



 

*Contact*

Listening to: Cat power_The greatest

C'era il mio caro tenda che mi diceva sempre che essendo io una buona osservatrice riuscivo a capire gli altri, e a volte (con lui capitava spessissimo) ad anticipare le loro reazioni, i loro comportamenti. Spesso però mi rimangono oscure certe dinamiche della mente altrui. Perché cercare di nuovo un contatto se poi paradossalmente si è lontani più di prima? In fondo era prevedibile che fosse così. L'unica cosa imprevedibile è stato il nuovo contatto...ma poi una volta statoci quello, quasi me lo aspettavo che sarebbe andata in questo modo. Non sono arrabbiata, mi viene solo un po' da piangere, perché comunque il rammarico c'è stato e ci sarà...avoja a dire si ricomincia da zero: nessuno dimentica, è  fisiologicamente impossibile dimenticare. Ognuno ha la sua vita e adesso le nostre si incrociano solo sul pianerottolo, come quelle di due vicini di casa che si stanno simpatici, sì, ma si salutano solo per buona creanza.  Ora la mia parte bambina prevale per indurre il genitore protettivo che è in voi a dirmi: "Sù, sù...non è nulla. E' che tu vuoi spesso bene alle persone sbagliate. Tu sei brava e bella dentro, hai tante belle qualità e c'è tanta gente che ti vuole bene, sù, non piangere". Me lo direste e poi pensereste " Il solito stronzo, sto Lieutenant". E qui sbagliereste, perchè quando uno piagnucola non si deve MAI consolarlo. E anche perchè non è di lui che sto parlando.


Foto, ancora una volta e dopo tanto tempo, di Tommy Oshima.



 

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giovedì, 09 febbraio 2006 _ 20:38



 

*Annihilation*

Ora, son già due post che io sulla via del ritorno a casa penso a come articolare bene il pensiero della giornata, torno, accendo il pc, mi faccio il solito giro giornaliero sui miei blog preferiti e scopro che Rent ha affrontato lo stesso argomento sul quale io ho rimuginato tutto il giorno. E ci tengo a precisare che io e quel testone non ci sentiamo. Comunque, fortunatamente, partiamo dallo stesso punto e arriviamo agli antipodi. Ora ho in sottofondo Peace love and understanding versione APC e forse sarebbe stato questo il titolo migliore di oggi. Perché il punto è che  non sono veramente più capace di arrabbiarmi, evito (non razionalmente ma spontaneamente, ecco perchè poi io e il testone tiriamo conclusioni differenti) reazioni...come ha scritto Rent. Ecco, magari ci rimango male, questo sì, se mi si manca di rispetto o vengo trattata male...ma incazzarmi per bene come facevo nei gloriosi tempi in cui sbranavo a parole chi osasse ferirmi sono ben lontani. Non so nemmeno se così sia meglio o peggio, se io mi preferisca così o no. Fatto sta che ormai mi viene proprio spontaneo NON farlo. E quando non lo faccio, o comunque lo faccio in maniera estremamente meno violenta di prima, il mio cervello manda messaggi d'errore. Perchè nemmeno lui si capisce da solo, credo. Sono confusa, forse. E poi oggi dopo la lezione interessantissima che mi ha trasformata in una gran chiacchierona in pubblico e mi ha fatto guadagnare un giudizio su di me che m'ha fatto molto piacere ("si vede che sei una persona che ha stima di se' stessa"), ho capito un po' di cose, mi girano in mente G, A, B, freccie...modi per comprendere le persone ed evitare lo scontro. E pilotarle dove vuoi tu (aò, mica sò madre teresa...rimango una stronza nell'animo e ne vado orgogliosa.) Bah. Io tutto questo zen e amore del quieto vivere non so proprio come usarlo. Ma immagino che se sono diventata così ci sia un motivo. Sono curiosa di sapere quale sia. Mi manca riuscire a cantare "why can't u turn and face me, you FUCKING disappoint meeeeeee" con convinzione.



 

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mercoledì, 08 febbraio 2006 _ 12:07



 

*Freedom of choice*

Get up and free yourself from yourself.
Take all or nothing.
Life's just too short to push it away.
Take it all.
Take it all in.
All the way in.

L'equazione funziona solo così. Eccessiva autostima si traduce in scarsa stima degli altri. Che ti fa rispondere non lo so e che ti fa pensare che magari quel non lo so sia addirittura una cosa positiva. Io la leggo solo come supponenza. Così...non si va da nessuna parte. Peccato. Perchè non perde mai uno solo. Si perde in due, in questi casi. Ma forse chi ha i deliri d'onnipotenza non capisce d'aver perso. E forse vive pure meglio. Forse...dovrei imparare ad essere più miope e allo stesso tempo ipermetrope. Non vedere a volte è il miglior modo per uscirne fuori.

 



 

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martedì, 07 febbraio 2006 _ 20:31



 

June, 21 Rome Italy Centrale del tennis

O dio. Pare che il 21 giugno il mio sogno di sempre diverrà realtà.

Ora verso due lacrimucce. Poi svengo. Poi inizio a sognare.



 

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martedì, 07 febbraio 2006 _ 20:19



 

*Maybe you're better off this way*

Oggi ho detto una cosa veramente cattiva. Ma tanto. Parlando con la mia sorellina che è pura d'animo e cerca sempre di far da paciere. Ma quell'affermazione non è stata fatta con cattiveria. E' la pura e semplice verità. Ho litigato con una mia amica, una vecchia amica, che conosco da anni. E questo è successo a Novembre. Dopo il "fattaccio" non ne ho parlato quasi con nessuno, evitando di proposito di parlarne con le nostre conoscenze comuni, perchè non avevo più alcun interesse nemmeno di sapere se fosse viva o morta. Cancellata, non ex abrupto, no...quello non lo faccio mai. Ma dopo una serie lunghissima di avvenimenti culminati con una bella frasetta da contessina rivolta a me. Ecco qual'è il mio peggior difetto. Se prendo una decisione non torno indietro. La decisione è stata presa e io indietro non guarderò mai. E sinceramente mi fa anche un po' pena sentire le verità distorte di chi non vuol ammettere che quello che io le ho detto e che le ha fatto alzare la cresta era la pura e semplice verità, che vuole giustificarsi se possibile addossando anche alla sottoscritta la colpa. Sai che c'è? Rimane solo la pena. Tanta pena. E anche la leggerezza. Ahhhh, finalmente leggera. Non più sotto esame per qualunque cosa. Leggera. Sola? Ma nemmeno tanto. Per fortuna di gente che apprezza la mia sincerità a volte troppo diretta ne ho tanta intorno. Gente che mi vuole bene e basta, senza mettersi un gradino più su per giudicare meglio. E poi, stando laggiù, come ho ripetuto mille volte qui, ho scoperto come star bene da sola. In solitudine, intendo, non senza nessuno. Passeggiare da sola, passare il sabato sera da sola, senza la frenesia di uscire per non fare la figura dello sfigato. E ci sto così bene sola. Perchè è bene cambiare il percorso che si fa. E più si cammina, più ci si stanca, più le zavorre inutili devono essere lasciate per strada. Certo, da fare ce n'è ancora. Per esempio, una per tutti, ho ancora paura del buio. Anzi, per la precisione, ho di nuovo paura del buio. Io da sola fuori di casa nel buio pesto mai. Non qui. Però questo è proprio un'altro discorso, ancora un po' doloroso.

Disappear
disappear
higher
higher
into the air
slowly disappear
no, no longer here



 

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lunedì, 06 febbraio 2006 _ 20:34



 
*Stones taught me to fly*
 
Ho questa sensazione che mi accompagna da stamattina. In realtà, da quando ho firmato il contratto per il master, ma oggi è diventata molto più definita. E se stessi sbagliando tutto? E se facendo il master e non andando in Giappone stessi facendo la più grande cazzata che avessi potuto fare nella mia vita? Io non voglio vivere per sempre qui. Voglio andare via. Ho bisogno di andare via. Se penso a un futuro sempre e solo qui in Italia mi sento soffocare. E qui, protetta da tutto e da tutti, non ho possibilità di crescere. Non come e quanto vorrei, almeno. In realtà so benissimo che dovrei solo essere grata di tutto quello che ho, ma oggi m’è presa così. Panico. Passerà. Anche perché non è che vado in una bettola…mi aspettano tre mesi in uno splendido palazzo del ‘500 e ricche pause pranzo al Pantheon.


 

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