giovedì, 30 marzo 2006 _ 23:45



 

Questa settimana è trascorsa più in fretta. Sarà stato merito del sorriso ebete, del nirvana  tantrico raggiunto domenica, del fatto che ho spento i due neuroni che mi rimangono o del sole? Cmq, anche questo w-e lascio il blog nelle vostre mani, io sarò in giro con la giapponesa più bella del mondo. Mi raccomando fate i bravi e staccatevi dallo schermo. Fate una passeggiata al mare o al max se proprio volete star chiusi in casa dedicatevi all'attività ginnica più multipurposes mai inventata. Ah, oggi ho rivisto l'Adorabile. Che dire di lui cercando di dire il meno possibile per rispettare la sua praivasi? Che se chiudo gli occhi e penso a lui sorrido. E sorridere è una delle cose che più mi piacciono al mondo. E che adoro l'idea di avere un sodale di "curiosamenti" nei palazzi antichi del centro. Prossima tappa: i piani superiori del palazzo della baronessa, inseguendo l'odore del ragù. Sherlock Holmes e Watson catapultati nella città eterna. Sei adorabile. E io ripetitiva.



 

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mercoledì, 29 marzo 2006 _ 23:02



 

*Simulacra*

E 'namo daje famo la sarciccia e la patata
Nun te 'ndecide che dovemo sta insieme
E de na dinastia dovemo gettà er seme
Sarò il tuo re sarai la mia regina
Ogni momento che passa noi due
se vorremo piu' bene prima...
perchè...
Stamo proprio bene io e te!
Fatti uno pe l'artro
Stamo proprio bene io e te!
Tagliati pè l'incastro

Scelta musicale: discutibilissima.
Sorriso ebete stampato da quattro giorni sul viso: idem.
Non volerci credere ma sotto sotto sperare che sia vero: da caso umano.
Eliminatemi.

Lyrics: Radici nel cemento; Foto e titolo del post: Tommy Oshima



 

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mercoledì, 29 marzo 2006 _ 11:22



 

Don't say it's easy to follow a process
There's nothing harder than keeping a promise
Blood runs through your veins, that's where our similarity ends
Blood runs through our veins
There's nothing believable in being honest
So cover your lies up with another promise

Lyrics: Editors.



 

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martedì, 28 marzo 2006 _ 23:37



 

*Floating Head*

Ne avrei di cose da dire, eccome. Vorrei anche scriverle, ma ho adottato questa nuova strategia: non pensare. Non devo pensare. Mi concentro sull'assurdità di alcune cose del Master che mi distraggono dagli avvenimenti surreali della mia vita. E mi avvalgo della facoltà di non risponderMI.

Floating Head, portrait of Mary Taylor. New York City 1933.
© Lee Miller Archives, England 2004. All rights reserved

 



 

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lunedì, 27 marzo 2006 _ 20:39



 

*All Systems Red*

QUI potete scaricarvi una versione acustica di un brano che sarà incluso nel nuovo album dei Calexico, in uscita il 3 Aprile p.v.

i hear you can't trust in your own
now the grey is broken in the early morn
and the words forming barely have a voice
it's just your heart that's breaking without choice

Sto combinando un casino. Ho abbassato le difese. Già la sento avvicinarsi la tranvata che mi arriverà tra capo e collo.
Maledizione. Quell'odore. Maledizione. Guardarlo, conoscerlo, comunicare solo con lo sguardo. Maledizione.



 

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domenica, 26 marzo 2006 _ 23:21



 

*Everything in its right place*


Simpaticamente vostra, Drenka.

 

Foto: Jean- Baptiste Mondino



 

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sabato, 25 marzo 2006 _ 16:33



 

*Latito*

...E tutto è tranquillo
intorno a te
...

Lyrics: Afterhours; Photo: Me.



 

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mercoledì, 22 marzo 2006 _ 22:00



 

*Has this ship run aground?*

Listening to: Thalia Zedek_1926

Oggi sono veramente risentita con l'Italia. Il paese e il popolo di sognatori. Baggianate. Siamo un popolo di gente col cervello piccolo così e pure miope, che non investe nulla e pretende di guadagnare in ogni caso qualcosa non si capisce a quale titolo. Parlo indifferentemente di rapporti interpersonali e di economia/politica/etcetc.Ovviamente non sempre è così, ma lo è spesso. E allora, come dicevo prima, fanno bene i cinesi a venire a r******i il c**o. Più che bene. Tanto noi stiamo qui buoni buoni e sappiamo solo lamentarci di quanto faccia male. Oggi leggevo i dati di crescita mondiale e quelli di crescita ('NDO?) italiana degli ultimi anni, fanno ridere. Fa ridere quello che propongono i nostri imbonitori di folle per cercare di non affondare del tutto. Smetto di parlare di queste cose perchè non ho le competenze per farlo e anche perchè ripensandoci mi sto proprio infuriando.
Se sapete l'inglese e avete voglia, leggetevi questo post che ha scritto oggi Mr.Birdy,
QUI . Parla d'amore e di intimità.
Altrà novità: ho deciso che quando nel "listening to" ci sarà un brano poco conosciuto anche nell'ambito della musica poco conosciuta che di solito ascolto, ove possibile metterò il link . Oggi c'è, è lassù scritto in rosa (e la canzone è in download gratuito). Magari unite la lettura di Birdy all'ascolto di Thalia Zedek che secondo me è un buon mix. Enjoy.



 

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martedì, 21 marzo 2006 _ 21:49



 

*Fight. No More - Reprise.*

Ogni promessa è, ahimè, debito. Ora io dovrei raccontare di questa mia presunta viltà, di come due persone differenti che non si conoscono tra di loro mi abbiano dato della vile per ragioni sostanzialmente simili e in modi che io giudico vili, ma... non riesco a portare rancore. Quindi in realtà ora non ha senso che lo scriva... o forse si, come memento. Il punto è che prima avrei lottato per non perdere una persona. Prima pensavo che non avesse senso lasciar andare via qualcuno d'importante senza averle provate tutte, anche la supplica, se necessario. Questo perchè avevo da poco perso una persona cara, che ho amato e amo moltissimo. Già ci pensa la vita, che è anche morte, a dividerci, quindi io dovevo e volevo sfruttare ogni momento che avevo la fortuna di vivere insieme ai "pochi eletti" che riempivano la mia esistenza. Ultimamente le cose sono cambiate... è passata parecchia acqua nei miei dotti lacrimali, ho riflettuto molto...sono stata tanto tempo sola (oh, quei maledetti tre mesi in Giappone che hanno valso per dodici  mi hanno "rivoltata come un calzino"!)...insomma. Non combatto più, specialmente se mi accorgo per varie ragioni che la battaglia è persa, se la si combatte con QUELLE regole. Sentirsi dare della vile solo perchè accetto la decisione che tu da solo hai preso senza farmene partecipe e senza spiegare nulla e della quale solo tu sei il responsabile e io nn voglio entrarci, perchè io voglio stare bene e con queste assurde regole, pretese etc (a chi le regole, a chi le pretese) non sto affatto bene...sinceramente... mi pare un po' eccessivo. Fortuna che ormai la mia calma zen mi permette di non arrabbiarmi più, analizzare e non portare il minimo risentimento. Perchè tra l'altro scrivo tutto ciò col sorrisino sulle labbra, dato che entrambe le persone le ho sentite oggi. E a entrambi, in due modi diversi, sono legata. A uno di loro voglio proprio un bene che a parole non saprei come descrivere. Cmq...decidere di accettare una decisione e non opporvisi, anche a costo di perdere l'altro e soffrire (perchè mica questa cosa non ha lasciato strascichi...magari!) secondo me non è vile. Io ho pensato a me. Anche quando finalmente s'è rotto il silenzio stampa e s'è chiarito il qui quo qua, come direbbe mio fratello, ho pensato di nuovo a me, al bene che mi danno queste persone. Ma io sono strana. Pare proprio di sì. Tanto strana.

[Ho messo la musica di sottofondo!!! Grazie a chi mi ha passato la stringa e a EPITONIC per la gentile concessione del brano bellissimo slint-style!]



 

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lunedì, 20 marzo 2006 _ 21:46



 

In Giappone, si sa, sono molto più civili di quanto non lo siamo noi italiani. Ci vuole poco, ma vi giuro che il loro senso civico è inimmaginabile per un buzzurro italiano qualunque (me compresa, eh!). In Giappone sui mezzi di trasporto pubblico non si può parlare al cellulare. Si possono ricevere messaggi ma comunque il cell si deve tenere in "manner mode", cioè silenzioso. E in Giappone su alcuni treni il senso dei sedili si può cambiare secondo il senso di marcia spostando semplicemente lo schienale. Se oggi fossi stata in Giappone e non su quel treno pulcioso di trenitalia che mi portava a casa non avrei dovuto sorbirmi le centinaia di squilli fastidiosi dei cellulari altrui (il mio ha solo la vibrazione...e vengo sempre bacchettata perchè non lo sento mai e non rispondo) e tutta una conversazione di una povera idiota che parlando a telefono con una sua amica (immagino) millantava la sua presunta autostima e forza d'animo mentre si guardava nervosamente allo specchio aggiustandosi in maniera compulsiva la frangia, tirava fuori aria dal naso e torceva le labbra ogni tre secondi. Io vado a vedere sull'ammiraglia delle reti del nano un film bellissimo che è stato il film che io e il Lieutenant andammo a vedere la sera che segnò l'inizio dell' "incubo" (in genere vediamo film di spessore culturale maggiore, quello è stato un caso unico. E ci sono affezionatissima, quindi il giudizio è totalmente parziale.). Peccato solo che la morte di Italia, che leggendo il romanzo della Mazzantini mi aveva provocato fiumi di lacrime come una psicopatica sul bus, nel film sia raccontata all'acqua di rose. "Secondo te Dio esiste? Speriamo di no...".

Metro giappa in tarda serata, intorno alla mezzanotte. Foto mia.



 

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domenica, 19 marzo 2006 _ 23:12



 


Lì, a Napoli. Era primavera. Avevo l'allergia.
Quando sono partita, oggi pomeriggio, c'era un silenzio irreale. 
Lei mi osservava e io osservavo lei.



 

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giovedì, 16 marzo 2006 _ 10:51



 

Rimango affascinata dalla capacità che ha mio fratello di chiedermi di lasciargli la casa per sollazzarvisi con la sua principessa sul pisello solo e sempre in quei giorni che se fossimo in un libro di terz'ordine inizierebbero con " era una mattina buia e tempestosa...". Così ora sono qui al master, in anticipo sul ritardo, con una testa pesantissima, due occhi gonfi , lo stomaco sottosopra. E maledico lui, la sua ragazza e me che ieri sono andata alla festa incurante della mia ormai palesata e irreversibile situazione di "tardona", come direbbe Kodama. Il post in costruzione arriverà, avrei voluto finire di scriverlo prima sul treno, ma dovevo truccarmi...
Ci si risente lunedì, passate un buon we...io vado a prendermi un po' di pioggia con salsedine qui:

 

Foto di Bobble



 

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martedì, 14 marzo 2006 _ 19:55



 

*Fight. No more*

Io e la mia presunta viltà. Post in costruzione.

Nel frattempo vi consiglio di fare un salto sul blog di Kodama, che oggi ha scritto un altro dei suoi bellissimi post. Lo sottoscrivo in pieno, avrei affrontato io stessa l'argomento, ma poi, visto che già l'aveva fatto lui, mi sono impigrita.



 

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lunedì, 13 marzo 2006 _ 13:42



 

*Growing up*

Da grande voglio diventare come il tizio che oggi ci fa lezione: una cinica. Una lobbista cinica. Talmente concentrata sul lavoro da non fregarmene di tutto il resto. Un caterpillar come già sono, ma di diamante, che non possa essere scalfito da nulla. Sì, sì...lo so che non è un desiderio sano. Che non è questa la soluzione razionale ai problemi, ma per il momento mi sembra l'unico modo per smettere di sanguinare. Per deo...io ti conosco..nn dire di mettermi un tampax. :)



 

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lunedì, 13 marzo 2006 _ 00:07



 

I too am tired now
Embracing thoughts of tonight's dreamless sleep
My head is empty
My toes are warm
I am safe from harm

[Slint_Washer]

foto: The chowder



 

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sabato, 11 marzo 2006 _ 11:34



 

*The truth is so boring*

Gli ultimi due giorni sono stati leggermente pesanti. Odio prendere decisioni drastiche perchè poi ci sto male. Se ne parlava l'altro giorno al ghetto, fosse per me rimarrei legata a tutte le persone belle che ho conosciuto nella mia vita, ma ovviamente ciò è totalmente irrazionale e inattuabile. C'è chi viene e chi va, c'è chi ti lascia e c'è chi devi lasciare andare per stare un po' meglio dopo. E in questa seconda categoria rientrano le persone con le quali tu cerchi di parlare e che dopo un  "ma sei matta" ti dicono che, guardacaso, hanno un sacco da fare. Ho fatto bene. Ho fatto bene. L'unico errore recente è stato quello di mettere nel lettore cd i klimt 1918, che amo ma che mi fanno rimuginare. Benchè io adori pensare troppo. E con "dopoguerra" in sottofondo mi riesce benissimo... Intanto conto i giorni. Tra poco andrò da gennaro, salirò e mi farò portare al mare. Speriamo ci sia il sole. Da quando ho saputo che sarà una primavera piovosa e fredda il mio umore è precipitato sottoterra. Odio questa pioggia di merda. Voglio il sole. L'aria profumata. Andrebbe bene anche il vento gelido che taglia la pelle, ma la pioggia no, basta. Con la pioggia diventa tutto grigio e il grigio è un colore inutile. Bianco o nero, il grigio lasciamolo agli inglesi che sono pure noiosi. Sono esausta.

Foto di VVT



 

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venerdì, 10 marzo 2006 _ 21:17



 

Malato e geniale. Ho messo una foto casta per non urtare la sensibilità di nessuno,
perchè quella che preferisco l'ho trovata solo in flash
e anche perchè  uno degli ideogrammi che sono sulla foto è nel mio nome in giappo.
Vale la pena di farsi un giro sul suo sito. Se non siete troppo bigotti, pigiate qui sotto.

John Santerineross



 

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giovedì, 09 marzo 2006 _ 21:05



 

*Ghetto*

Ci si incontrò rubando tempo alla noiosa daily life, si camminò incuranti degli acciacchi, inseguendo i suoi ricordi si fecero tante scale per guardare i tetti, si fantasticò su un monolocale con terrazzino da usare come rifugio dalla routine, si bevve buon vino rosso... e tornai ad annoiarmi. Ma col sorriso sulle labbra. Grazie.



 

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martedì, 07 marzo 2006 _ 21:36



 

*what the fuck...?*

Mi viene sempre da ridere. Perché non mi arrabbio più? Vivo in uno stato perenne di morbidezza dell'animo. Come se fossi sempre sotto l'effetto di una canna. Non m'importa nulla di chi mi dice che ormai sono relegata nel posto "sfigato" di non-sua-amica. Chissenefrega. E' pazzesco trovarsi a doverne parlare via blog. Pazzesco. Le strade si sono divise, l'ho già detto tempo fa. Anzi, L'HAI già detto tempo fa. Sono vile? Sì, è vero. Per te. La viltà fatta persona. Sono una vile contenta, allegra, rilassata, calma. Felice che tu stia di nuovo bene. E basta. E non voglio smerdare nessuno, te meno di tutti. Porgo le mie più sentite scuse ai lettori che non capiscono nulla di quello che sto scrivendo. E' una conversazione, strano a dirsi. Ma ora è finita.

....E vissero tutti felici e contenti.

Foto di Irina Ionesco. Ho delle chicche fotografiche da presentarvi.
Inizio dalla più famosa,
promettendovi che nei prossimi giorni completerò la tripletta mozzafiato.
O forse la doppietta...non so.

 



 

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martedì, 07 marzo 2006 _ 09:26



 

Continuiamo questo discorso delle parole abusate, và...così faccio di nuovo innervosire qualcuno. Ecco,il concetto è proprio questo: abusare. E ho riflettuto su tale argomento solo perchè è un periodo questo in cui ho ricevuto varie volte delle scuse...non perchè io mi stia a lambiccare il cervello su cosa tu, caro, dica o no ad altra gente, su come e perchè riutilizzi cose già dette. Perchè questi sono cavoli tuoi e io non ci voglio proprio entrare dentro. E, sopratutto, perchè io qui scrivo quello che penso senza indirizzarlo a nessuno in particolare se non a me. Penso e scrivo, ma in mente non ho te. Dicevamo delle scuse. Sono sciocche: tra due persone che si vogliono bene le scuse non devono entrarci, ma deve esserci piena disponibilità a riavvicinarsi, senza mettere paletti di alcuna sorta. A coloro che m'hanno chiesto di perdonarli io non ho detto "vi perdono", anche perchè non sono un prete. Ho solo APERTO di nuovo la porta. L'ho riaperta tutta, così da farli entrare e permettere loro di dimostrarmi se quello che c'era prima c'è ancora. E li ho fatti tacere quando continuavano a ripetere "scusa,scusa, scusa". Anche perchè come ho sempre detto si sbaglia in due, sempre. Si perde in due, sempre. Non si ha coraggio in due, sempre. E ci si deve sacrificare in due per ricostruire qualcosa, sempre. Si è vili in due, sempre. Anche quando ti sembra di avere ragione.
[per la serie viziamoci: stiamo organizzando un pranzo al ghetto!! io e l'adorabile. che tesoro sei!]



 

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lunedì, 06 marzo 2006 _ 13:30



 

*Shut your shit*

Sono profondamente convinta dell'inutilità della parola "scusa". Parliamoci chiaramente, dire scusa è una gran cazzata. Lo dico talmente tante volte durante la giornata a persone sconosciute che sentirmelo dire da un amico o presunto tale o sentirmi chiedere delle scuse mi fa proprio ridere. Continuerò la filippica da casa. Medito seriamente di cambiare l'inidrizzo del blog, così la gente smetterà di fraintendere quello che scrivo qui.



 

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domenica, 05 marzo 2006 _ 00:30



 

Alla fine, la gente dice sempre le stesse cose. Specialmente chi parla tanto (come me),
usa sempre le stesse parole. Dicendole così, con una leggerezza disarmante.
Mi fa un po' strano leggere cose che mi sono state dette tempo fa riferite ora a qualcun altro,
non perchè io ne sia gelosa, no.
E' che mi dispiace che parole così intense vengano buttate al vento con tanta facilità,
utilizzandole in situazioni che nn le meritano e che quindi, poi, riutilizzate perdano di veridicità,
almeno ai miei occhi.
Benché non siano le le parole che contano, ma i fatti.
Però, però. Ritorniamo sempre al solito punto.
Io il Lieutenant lo adoro. Quel nonnetto noioso.
Come NON me le dice lui le cose non me le dirà mai nessuno.

La foto è mia. Prego, ditemi pure che sono taaaanto brava. :D



 

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venerdì, 03 marzo 2006 _ 22:56



 

      
     

Foto di Coffe_Break, ripetizione ossessiva dell'anteprima di suddetta foto:mia.
Non c'è nessuno strano messaggio dietro alla scelta di quest'immagine.



 

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venerdì, 03 marzo 2006 _ 11:44



 

*March of the Pigs*

Stanotte ho sognato che ero in Giappone in un posto strano, fatto di stanzette minuscole e laccate di rosso, alle quali arrivavo passando per la mia scuola superiore sita in zona stazione Termini, Rm. Praticamente entravo nel palazzo della scuola, prendevo l'ascensore rotto, suonavo il campanello d'allarme e mi ritrovavo nel giappone dell'epoca Edo (1603-1867), a parlare con un monaco buddhista. Poi lui mi lasciava da sola in questo palazzo e l'epoca tornava quella attuale. Lì il sogno è diventato soft porno, ma insomma, credo che questi particolari poco vi interessino. Non lasciate commenti sulla mia perversione, perchè ho scritto SOFT.

Tutto questo cappello per evitare di scrivere smadonnamenti su gente che conosco.

congratulations. stop. wish i could be there. stop.
tell me something i don't know.
is there anything left to know? stop. stop. stop. stop. stop.
accessory accessory accessory accessory accessory accessory
we regret to inform. stop. miss you dearly signed sincerely. stop.
tell me something that i dont' know is there anything left to know?
stop. stop. stop. stop. stop.
[Fugazi_Epic Problem]

Foto di Bougal



 

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giovedì, 02 marzo 2006 _ 22:58



 

*Further down the Spiral*

Listening to Matt Joe Gow_ If anyone asks

Più che dire che il titolo la dice lunga...cosa posso aggiungere? Che non è sano credergli quando mi scrive "lo sai che io per te potrei fare qualunque cosa". E allora falla!! Basterebbe anche solo una cosa fatta in modo leggermente più convincente.  Pare sia ricominciata l'estenuante lotta tra Mr. Raziocinio confuso e Miss Confusionaria con raziocinio. Trent me l'aveva scritto anni fa, io sono testarda come un mulo e non gli  ho mai dato ascolto.

just a reflection
just a glimpse
just a little reminder
of all the what abouts
and all the might have
could have beens
another day
some other way
but not another reason to continue

Tanto per non annoiarvi troppo con i miei soliti noiosi problemi...volevo spendere due veloci parole sui manifesti elettorali. Trovo che il team che si occupa della comunicazione per il nano sia composto da gente geniale. "Lasciamoli perdere". Giuro che quando l'ho visto un mesetto fa sulla Rm- Fiumicino ho pensato che se non fosse stato per le mie inamovibili posizioni politiche gli avrei dato il voto solo per gli slogan elettorali (così come faranno tanti concittadini lobotomizzati). E, triste da constatare, i manifesti dell'altra sponda...nemmeno si capisce quale concetto pratico vogliano esprimere. C'è la Stazione Tiburtina piena e l'unico che si trovi al posto giusto tra i tanti, l'unico che abbia un minimo di coerenza tra luogo di posizionamento e target di persone che vuole colpire è quello di rifondazione comunista. E non venitemi a dire che sono di parte: in una stazione come Tiburtina, che è di passaggio, se hai deciso di incentrare la campagna cartellonistica sui vari argomenti che illustrano il tuo programma politico, non mi ci scrivi della sanità o che al senato i Ds si candidano separatamente, ma che (ed eventualmente come) ti impegnerai a migliorare i servizi per i pendolari. Perchè il pubblico della stazione è per la maggior parte formato da pendolari che, arrivati a Tiburtina, magari in ritardo, non si mettono di certo a fare le riflessioni importanti sulla salute o l'aborto o "mi devo ricordare della divisione di liste tra camera e senato", ma di sicuro pensano a quanto si sentano cittadini sfigati perchè hanno i treni ritardatari, sporchi e brutti e pensano che nessun signor-auto-blu li considera minimamente. Quanti ci saranno che li leggono sti cartelloni? Io, perchè arrivo duemila ore prima alla stazione causa orari improbabili dei treni che passano da casa mia indi non ho un bel nulla da fare se non bighellonare a volte lì, a volte a colosseo, a volte a cavour, e forse i giornalai della stazione che stanno lì tutto il giorno e tutto il giorno se li ritrovano sotto gli occhi. Strategia, questi...zero. Mah. Le due VELOCI parole sulla politica sono terminate. Chissà cosa ne pensa il dipendente di Pisanu che mi legge...saranno pensieri da sovversiva, questi? Forse secondo gli standard ministeriali sì. Quando lui fa una dichiarzione, non so perchè, ma mi sovviene automaticamente il comico di Zelig che diceva "attentato!!!".

Foto di Ladypictureshow



 

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mercoledì, 01 marzo 2006 _ 23:09



 

*Waiting...waiting...waiting...*

Listening to: Jaga Jazzist_ Day

Non so aspettare. Mi adoro quando faccio così, stilo un piano d'azione con i pro, i contro i "sarebbe d'uopo fare". Lo porto avanti per un discreto numero di giorni e poi mi guardo in faccia e mi dico: "é 'na strunzata. Fai solo quello che VUOI fare". Spesso mi va male, oggi m'è andata bene. Non che mi sia mossa di un solo passo da dove sto da troppo tempo, d'altronde la colpa non è solo mia. E' il rischio che si corre quando si decide di non vivere una vita da eremiti: la variabile "altro cervello". Ma...ho fatto bene.

Foto e titolo del post di LOMODACHI



 

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.LET'S DO SOMETHING.

Chi è l'animale?? Pigiate qui sotto, please.
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.IN MY HEAD...OR SOMETHING.

Lei, la bimba incazzata sempre più fuori di testa.
Fuori, come un tiro sbagliato:
uno scherzo della natura, oltre ogni limite.

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Behold the worlds worst accident
I AM THE GIRL ANACHRONISM



Whats the surprise I was right
here going off and going on DISCLAIMER: THIS BLOG IS MOSTLY ABOUT
LUCY AND SCHROEDER!!!

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.PROUDLY INTRODUCING YOU
[Press play].

#Pinback_ Manchuria#

--> WEBSITE <--


--> THEIR SPACE @ MYSPACE <--


*Mp3 found here

.LISTEN.

You spin me Round

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