mercoledì, 29 agosto 2007 _ 23:55



 

 NON sono andata a lavoro, NON sono tornata a casa di corsa con gli occhi rossi come due pomodori, NON sono corsa a prendere la metropolitana strapiena.

Arrivo lì e NON mi sequestrano la macchina fotografica, NON c'è un puttanaio di gente e NON mangio il currywurst. NON mi bloccano in tre omoni perchè tentavo di entrare nella zona concerto con una sigaretta accesa in mano. Danny Lohner (sono quasi certa che fosse lui) NON mi da il geniale biglietto da visita dei Puscifer, io NON sono affatto emozionata di essere lì.

Ovviamente l'attesa è lunga, dopo un'ora e mezza gli sbadigli figli del male iniziano ad avvicendarsi sul mio volto. Sì, i NIN li conosco, i Rammstein pure (ma moskau l'adoro lo stesso, anche se mi separa dai miei amati), anche l'ultimo gruppo crucco che mettono sempre nella mia disco preferita. Inizio a domandarmi se non vogliano farci uno scherzo e non abbiano trasformato l'attesissimo e molto sold out concerto in un dj set a cura dei Tool. Il ragazzo davanti a me, irish, dice alla tizia che gli sta accanto, una di quelle coi capelli mossi fatti col ferro, precisi, faccino pulito, una brava ragazza un po' esce fuor d'acqua tra tutta quella gente poco raccomandabile, You'll never forget this night.

No, non è decisamente così. Dopo mezz'ora di ritardo entrano in sordina sul palco, accolti da scene di isteria collettiva, mentre io finalmente osservo Maynard da 4 mt di distanza per vedere se è veramente così brutto e basso come lo dipingono i suoi detrattori. La verità è così palese che nemmeno io ho il cuore di negarla.

Esplodono Jambi e Stinkfist. Vogliono farmi morire, io che da due settimane ho tachicardia e altri malanni poco simpatici che mi fanno sentire sempre malissimo. Dieci minuti di fuoco, sono le 20.40 e io mi ritengo già completamente soddisfatta di quello che ho sentito, il basso che mi ha scosso fin dentro ai gangli nervosi, Maynard in forma, sorridente, loquace (beh, a ognuno quel che può). Io e il fido Daniele, un ometto basso e un po' scimmiato che a vederlo non gli daresti due lire ma che invece è adorabile, ci guardiamo e stiamo zitti... che vuoi aggiungere? Niente... proprio niente.

E poi è un continuo, non si fermano, si vede che a Frankfurt hanno trovato roba buona e sono tutti molto carichi, specialmente “Mr. Tu non sai chi sono io”, che si prodiga in balletti e mosse sexy, sempre con un sorriso sulle labbra (e che quando non lo faceva, contava il tempo, fino a 8). Dopo Flood c'è un lungo intermezzo strumentale, credo fatto col synth, durante il quale la band esce per due minuti dal palco. Da lì, il delirio psichico e psichedelico: le due Wings saranno durate mezz'ora, seguite da Lateralus. Finale un po' deludente, a mio personalissimo parere, con Vicarious... ma a me quel brano non piace, non riesco a farmelo piacere. I brani sono stati tutti riarrangiati, resi fluidi, resi un unicum. Hanno iniziato a suonare alle 20.30, hanno finito alle 22.45ca e hanno suonato praticamente un solo brano, senza pause rovina-mood.

Lo show è finito, andate in pace. Giusto il tempo si supplicare un ciccione sul palco di regalarmi una setlist (prossima volta maglietta scollata fino all'ombelico, ricordarsi!), di notare che sul palco ci sono delle belle felci e altre piante (a essere strani, sono strani...). Poi ci si mette ordinatamente in fila per acquistare la maglietta per daniele, poi ordinatamente si scendono le scale, ordinatamente si va a fare bisogni, ordinatamente non si risponde male alla vecchia che scherza con me in tedesco sul fatto che la mia macchina fotografica sequestrata è ancora lì e non l'ha venduta a nessuno. Ordinatamente -e con in mano la birra d'ordinanza- ci si incammina verso la fermata della metropolitana farbwerke-jahrhunderthalle, tutto in quasi rigoroso silenzio. Finchè Daniele non mi chiede “ma che fai, non fumi?”. Me n'ero dimenticata. Fuhrer-maynard è riuscito a farmi dimenticare che avevo deciso di infrangere le regole e di accendermi una paglia a un certo punto del concerto.

Stamattina mi sono svegliata, sono andata a lavoro e in quel corridoio percorrendo il quale nelle ultime due settimane mi venivano mezze crisi di panico, perdita di equilibrio e vista offuscata, ho camminato benissimo. A saperlo prima!! La mia cura è pagare ogni tanto 40 euro a Maynard e soci per sentirli suonare. Lo dicevo a tutti io: per stare meglio devo o fare sesso o andare a un concerto massiccio. Buona la seconda. Ahimè? Non so.

Sentiti ringraziamenti a Open office (openoffice.org) che grazie al suo software distribuito gratuitamente mi ha permesso di sopperire alle mancanze di Windows-merda-Vista e mi ha dato tutto il supporto necessario per buttar giù un ricordo da rileggere tra qualche anno.

I'll never forget this night. E bravo roscio.

 



 

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mercoledì, 29 agosto 2007 _ 15:36



 

Jambi Stinkfist Forty-Six & 2 Schism Rosetta Stoned Flood Wings For Marie 1 & 2 Lateralus Vicarious

tutto d'un fiato, per due ore tiratissime.
il concerto a bologna non potrà mai essere così bello.

Rosicate, please :)

 

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lunedì, 27 agosto 2007 _ 19:39



 

So good to see you.
I've missed you so much.

The day has come for me to be the happiest drenka in the world again, at least for one night, maybe one week, most likely at least a month.

Oh yeah, baby... tomorrow's the day: Tool, Jahrhunderthalle, Frankfurt am Main.

 

Can't wait!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



 

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domenica, 26 agosto 2007 _ 00:59



 

Erano anni che non piangevo grazie a un film, più o meno da quando vidi Eternal sunshine of a spotless mind e Lost in translation. E con questo ho pianto come una fontana. L'amour, l'amour.

And you are, you are a
bunch of scum, you are
Fate can move mountains
Love wouId aIways run away
Everything happens
for a reason
For yours, Iife, there's hope
Hope...

 

Guess the movie, man. (O meglio dovrei dire, guess the movie, vyo... è rimasta l'unica fedele lettrice!)
E' domenica, si gioca.



 

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lunedì, 20 agosto 2007 _ 19:21



 

*Un post da pazza isterica, non leggete. Leggete blog seri.*

Odio quest'uomo e questa canzone. Che poi cos'avrà mai di speciale questo brano, io non me lo spiego. Una chitarra, un violino, due voci sofferenti. Ce ne saranno a pacchi di canzoni così. E però questa, dalla prima volta che l'ho sentita e ancora oggi dopo anni, mi fa un effetto spiacevole: come se la strega cattiva mi strappasse tutte le interiora, le mettesse in un catino e le calpestasse come si faceva una volta per fare il vino. Budella stritolate, sangue e puzza ovunque e una sensazione di vuoto. E poi mi fa sentire sempre come si mi mancasse qualcosa, ma non... no.. ecco, mi fa sentire inadeguata, incompleta e tutti gli aggettivi con prefisso in che vi vengono in mente. Inetta? Anche. E poi colpisce a tradimento, questo brano: spunta quando meno te lo aspetti, accendendo la radio quasi per sbaglio o guardando Il Caimano, che non avevo mai visto e che ho gradito molto. E non perché va contro il nano, ma principalmente perché c'è Silvio Orlando, che mi piace molto, è tenero e bravo.

E invece ieri ho sentito dopo anni, tanti anni, questa. Fa impressione pensare che son passati quasi dieci anni. Nel 1998, l'ho scoperta la prima estate dell'università, ho scoperto tutto l'album, ho scoperto loro. Ed ero giovane, le mie tette vincevano mille a zero contro la forza di gravità e non avevo pensieri che mi ingolfavano e dovevo ancora conoscere l'uomo che mi ha cambiato la vita, maledetto te. (No, non è il Liuto. Non è nessun altro che conosciate. Non è nessuno più, ormai. Ormai, dopo quasi otto anni, sarà rimasto poco di lui. E io lo odio.)

Ma perché scrivo tanto, non riesco a dormire, non mangio, ho le coliche e vorrei passare tutta la giornata nel letto senza vedere nessuno? Perché io non sono portata a fare il capo, non sono portata a sapere notizie in anteprima, notizie riservate che tali devono rimanere fino a contrordine, non sono portata a mentire, non sono portata a sorridere e a far finta di nulla, nonostante quello che sta per succedere non sia colpa mia, anzi, io abbia fatto tutto ciò in mio potere per evitarlo. E' che non mi piace che la gente soffra. E mi da anche un po' fastidio che ora tutti pensino che tra me e il capo ci sia qualcosa, quando da parte mia è solo amicizia disinteressata nei confronti di una persona che mi dimostra di tenere a me. Ma che forse vuole solo scoparmi. Eh sì, a me. Non fa molto ridere?

Sono confusa, continuo. Non guarisco.



 

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domenica, 19 agosto 2007 _ 23:14



 
E' stata una settimana brutta. Bruttissima. Una settimana in cui io sono stata brutta, orrenda, sempre di malumore, nella quale ho pensato di fare cose disgustose. Una settimana piena di rabbia e rancore, forse era solo stress sfogato nel peggiore dei modi, in tante cose brutte che ho detto e in un fastidioso herpes. Gli uomini non sono isole.

 

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lunedì, 13 agosto 2007 _ 19:28



 

Lati positivi di essere in Germania il 13 Agosto 2007 non per vacanza, ma per lavoro:

- Tornare a casa e poter mangiare un bel eier waffel con la nutella

Lati negativi di essere in Germania la settimana del 13 Agosto 2007 non per vacanza, ma per lavoro:

- Agosto, moglie mie non ti conosco. Mi trasformerò in una perfetta Mowgli, e salterò sulle liane e farò perdere le mie traccie. Que me vaya bien...



 

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lunedì, 06 agosto 2007 _ 01:06



 

Dopo la trilogia della Vendetta... bleah... così, era un inizio fasullo per sbeffeggiare chi di questo film ha già scritto e l'ha fatto partendo, predibilevolissimevolmente, dal confronto col passato del caro -io già lo amavo prima, ora ancora di più, quindi mi prendo certe libertà- Park Chan-wook. E' il mio pensiero della giornata, che le persone devono osare, i registi devono osare, perché poi... ehi.. che noia! E si deve osare anche perché dopo aver visto un film che osa, osa abbandonare la vecchia buona strada del truculento per buttarsi nella nuova e perigliosa via della storia d'amore, fai un regalo al pubblico, che esce dalla sala con un enorme sorriso stampato sulle labbra e con il cuore più leggero. Perché in questo film oltre all'amore c'è, come ci ha abituato il nostro amico, una componente visuale curatissima, una buona caratterizzazione dei personaggi e un viaggio profondo, portato avanti con leggerezza da bambino, nel piccolo impero interiore dei protagonisti. Tutto questo in quasi due ore di buon ritmo, senza un secondo di sbadiglio, perchè nella scena c'è sempre qualcosa che attira l'attenzione e non ti fa venir voglia nemmeno di prenderti una patatina (tu che ADORI le patatine fritte) dal tuo vicino di sedia. E non perché stai guardando il film di quello che già sai diventerà piano piano IL tuo regista preferito, ma semplicemente perché stai guardando un ottimo film. Sì... è stato bellissimo... e alla fine loro due si innamorano... qui in occidente, Young-goon, questa cosa scritta prima del tuo nome si chiama SPOILER. Dici che si arrabbieranno quelli che leggono? Ah, dimenticavo, ti saluta il distributore nel corridoio...

I'm a cyborg but that's ok
Corea del Sud
Anno:  2006
Durata:  105'
Regia:  Park Chan-Wook
Web:  www.cyborg2006.co.kr



 

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domenica, 05 agosto 2007 _ 19:25



 

Ho intrapreso l'epica battaglia Me vs. Inland Empire. Risultato 0-4 per Lynch. Non ce la faccio, è troppo noioso. Vai in pensione, Lynch, è arrivata l'ora.

Ho rivisto Ferro 3 e La Samaritana.
Ho finalmente trovato Gemini di Shinya Tsukamoto.
Ho visto Porco Rosso di Miyazaki.
Hurray, sono riuscita a recuperare anche "Simpathy for Mr. Vengeance".

Ieri in una sala col cielo stellato ho scoperto un film veramente bello di un regista argentino. Trama un po' fritta e rifritta (dittatore che possiede l'unica emittente televisiva del paese che prima ruba la voce agli abitanti, poi cerca di rubargli anche le parole... ops!! SPOILER!! Bene, adesso aumenteranno le visite al blog, dato che "spoiler", secondo me è una delle parole più usate di recente in ogni dove), ma sviluppata in un modo veramente d'effetto. Perfetto dal punto di vista visuale, una fiaba con mille e mille citazioni, una tra tutte quella di Méliès, e che ovviamente vede il suo lieto fine. E poi è girato in bianco e nero ed è quasi muto, indi sfiora la perfezione. Il regista è Esteban Sapir, il film si chiama "La Antena".

Stasera vado a vedere il nuovo film di Park Chan- Wook, "I'm a Cyborg, but that's OK". Et voilà, settimana estremamente gratificante. E prima di uscire, se ci riesco, mi vedo anche "kiki's delivery service", sempre di Miyazaki. Che poi ho scoperto che l'ideogramma del suo nome è lo stesso della città giappa dove ho fatto la foto blu che potete ammirare (sì, la modestia non è il mio forte) nella colonna qui a sinista.



 

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